Prime dieci pagine

I romanzi che hanno raggiunto un grande successo suscitano in me una diffidenza pari al loro successo. Magari è un atteggiamento snob…Questa “allergia” si apparenta con quella che provo nei confronti di tutto ciò che è “politicaly correct”, a partire dal famigerato “piuttosto” usato impropriamente nelle enumerazioni.
Così mi capita di perdere libri che, invece, meritano di essere letti. Così avrei perso “”La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, se non fossi stata costretta a cercare un romanzo “di formazione” per i miei allievi di terza superiore e mia figlia, vorace lettrice priva di pregiudizi, non me l’avesse consigliato.
Alice e Mattia, i protagonisti, sono due “diversi”, che vivono la loro “diversità” in solitudine, incapaci di un rapporto con gli altri. Sono dei numeri primi, non nel senso che siano migliori, anche se Mattia è un genio della matematica, ma perché sono soli. O meglio, sono due “primi gemelli”, che si trovano cioè, per un caso, vicini. Il romanzo li segue nel loro faticoso, e soprattutto doloroso, processo di crescita, dall’infanzia all’età adulta, soffermandosi sul difficile momento dell’adolescenza. In realtà, Alice e Mattia sono ciascuno di noi, in quell’attimo della nostra vita in cui abbiamo incontrato la difficoltà di stabilire un rapporto con gli altri, i nostri coetanei, più belli ricchi simpatici, o che, semplicemente, reagivano alle difficoltà e alle frustrazioni in modo aggressivo, ostentando esperienza, sicurezza, superiorità.
Per Alice e Mattia, quella che per molti è una difficoltà momentanea, è la condizione di vita.
Per caso si incontrano, e noi vorremmo che stessero sempre insieme, ma non sempre il desiderio del lettore trova riscontro nella storia narrata, così come non sempre si realizza nella vita vissuta… Di nuovo il caso, talora fatali incomprensioni, li allontanano, li riavvicinano, li separano nuovamente. Crescere insieme non significa crescere nello stesso modo.
Le “prime dieci pagine” sono dedicate ad Alice bambina; la vicenda scorre senza pause e senza nulla di troppo, ma neppure si priva di particolari che chiariscono motivazioni e stati d’animo, con un linguaggio semplice, veloce, ma mai povero e banale…..
Le “prime dieci pagine” afferrano in un vortice il lettore….

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