Prime dieci pagine
Samuele Marabotto

Probabilmente in città non esiste un posto dove la cultura enogastronomica e quella letteraria si mescolano meglio che al FiorFood di Galleria San Federico. Ci sono per la seconda volta, intendo a scrivere, e sono arrivato a mezzogiorno e mezza. C’è un sacco di gente che sta pranzando ed è normale vista l’ora. Ma la cosa divertente è che pranzano seduti ai tavoli e serviti da camerieri in camicia bordeaux, al piano di sopra, nello spazio riservato alla libreria e all’esposizione delle bottiglie di vino. Il risultato è che chi è venuto per comprare un libro, mentre sfoglia le pagine e dà un’occhiata alle copertine, sente dei profumi che fanno venire l’acquolina in bocca. Al contrario, chi è venuto soltanto per pranzare, si trova circondato da libri che ti strizzano l’occhio per convincerti a comprarli. Le contaminazioni culturali sono sempre un buon sistema per superare gli ostacoli della pigrizia e della diffidenza, e per quanto riguarda i libri il sospetto che possano essere nocivi al buon umore e la paura di annoiarsi sono mostri difficili da combattere. Quale occasione migliore quindi quella di solleticarci la curiosità mentre gustiamo un buon piatto di certificata qualità? I profumi di piatti prelibati li sento anch’io mentre scrivo e mi sto dimenticando che questa è una rubrica che dovrebbe parlare non solo di libri ma delle loro prime dieci pagine. Vado ad incominciare. Ho pescato sull’ultimo scaffale in fondo, quello destinato ai libri per ragazzi, il romanzo di Fabio Geda e Marco Magnone, Berlin, edito da Mondadori. I due scrittori li ho intervistati qualche giorno fa e l’entusiasmo con cui hanno parlato del loro lavoro mi ha incuriosito. Berlin è un progetto che va oltre il libro, anzi, ci ruota intorno. Sfrutta la potenza del web creando sinergie tra un sito internet, le pagine virtuali dei social, quelle concrete su carta e la dimestichezza che le nuove generazioni hanno con questi media. Berlino, 1978. Sono passati tre anni da quando un virus ha ammazzato tutti quelli sopra i sedici anni. I quasi adolescenti e quelli ancora con il latte sulle labbra si sono organizzati in gruppi che combattono fra loro per la sopravvivenza. Vi basta? Direi che come punto di partenza è discretamente inquietante. Non vi basta? Allora sappiate che il virus è ancora in agguato perché tutti quelli che superano il sedicesimo anno di età, se lo beccano e muoiono. Le battute iniziali del romanzo sono precedute da una illuminante mappa della Berlino in cui ci ritroveremo e da una scheda che elenca i gruppi rivali formati dai ragazzi. I capitoli iniziali sono brevi, efficaci e con una spiccata vocazione a catturarci per buttarci dentro una storia curiosa, pensata per i giovani ma adatta anche a un pubblico più maturo. Mi piace il progetto, gli scrittori sono simpatici e di provata esperienza, la storia promette un sacco. Ragazzi, che dire, complimenti!

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