Prime dieci pagine
Samuele Marabotto

Jack Reacher è tenuto per le palle dal tenente colonnello Morgan. Davvero, l’ho appena letto. E lo ha scritto Lee Child all’inizio del suo ultimo romanzo pubblicato da Longanesi, “Punto di non ritorno”. È un bel classico da vacanze di Natale. Se non avete le fregole per lo sci e anche se le avete ve le potete tenere perché tanto non c’è neve da nessuna parte, vi consiglio di procurarvi qualche bel romanzo natalizio. Qualcosa di rilassante, ben confezionato, che vi metta di buon umore e abbia la capacità di tenervi sulle spine per tutto il tempo. Child lo sa fare e lo dimostra fin da subito, appena attacca con questo nuovo lavoro. Il primo capitolo comincia con una scazzottata veloce e dinamica, Jack Reacher butta giù due militari ben messi e molto più giovani di lui. Quando si dice l’esperienza. Poi ci racconta che ha fatto l’autostop attraversando diversi stati per raggiungere il South Dakota, dove ritorna in un edificio militare che molti anni prima ha comandato. Tenete presente che Jack Reacher è un militare a riposo, teoricamente un civile. Entra nell’edificio per incontrare il comandante, una donna, ma al suo posto ci trova qualcun altro. Stop, non dico più niente altrimenti vi perdete dei bei momenti di lettura. Questo genere di romanzo (azione, avventura) è un’autentica goduria. Non richiede nulla, nessun attrezzo intellettuale, pura evasione di qualità in un momento in cui avete un sacco di tempo e probabilmente una digestione difficile dovuta ai cibi natalizi.
A proposito, sono di nuovo alla Feltri di piazza CLN. Non vi dico il via vai di gente ben intenzionata all’acquisto di libri che vorrebbero regalare a qualcuno per Natale ma non sanno cosa scegliere e vagano fra gli scaffali, le copertine e le pile di volumi con lo sguardo perso in una espressione assente. Troppa roba, quando hai tutta l’offerta editoriale a portata di mano non riesci a deciderti. E poi non vuoi fare brutta figura, se regali il libro sbagliato fai la figura di quello che non ha capito i gusti della persona che aprirà il pacchetto. Imperdonabile. Però regalare un libro è sempre una bella cosa. Chi lo riceve lo può leggere, impacchettare di nuovo e riciclarlo senza nemmeno nascondere il fatto di averlo letto. “Non ho resistito” si può dire con tanta semplicità per disarmare il fortunato nuovo padrone del libro in questione. Non si verrà mai ripresi per avere letto un libro di qualcun altro. I libri vanno e vengono, dovrebbero essere sparsi ovunque, come piccole sorprese da incontrare lungo il nostri spostamenti quotidiani, strumenti di felicità, riflessione, conforto.
Il libri sono buoni amici e all’occorrenza (l’ho già scritto) marchingegni per il teletrasporto indolore, con la caratteristica di farti viaggiare in giro per l’universo dell’immaginazione degli scrittori di tutto il mondo. E Lee Child in fatto di immaginazione e capacità narrativa sa il fatto suo. Buon Natale!

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