Prime dieci pagine

La pipa è uscita assolta dal processo al tabacco

Redazione

Grazie al nostro partner Bollito Pipe, abbiamo messo le mani su un “tesoro” giornalistico molto interessante: la raccolta di tutti i numeri della testa bimestrale “Il club della pipa”. Il primo numero risale a ottobre/novembre del 1965, cinquant’anni fa. Sfogliando le pagine di questo periodico abbiamo scoperto articoli che fanno rivivere un’epoca e, con la scusa di parlare di pipe, tabacco e tempo libero, scopriamo cose che sembrano provenire da un’altro mondo. Come questo primo articolo che proponiamo in versione integrale.

Londra, ottobre, 1965

Il tabacco da pipa esce assolto con formula piena dal grande processo che lo vedeva alla sbarra degli imputati insieme con la sigaretta e i sigari. La parte lesa in questa causa era l’intera umanità. Anche i sigari sono stati assolti mentre la sigaretta è stata condannata per omicidio.
Il Ministero della sanità inglese, nella sua veste di giudice, visti gli atti ed esaminate le prove, la ritiene unica responsabile del reato ed emette un giudizio di severa condanna. Proibisce immediatamente che la televisione continui a reclamizzare le sigarette di qualsiasi tipo, nazionale 0 estere, e ordina alla rete televisiva della ITV di sospendere i suoi sketches pubblicitari. Il provvedimento non si rende necessario con i due canali della BBC in quanto questo settore della TV inglese non ha mai fatto pubblicità di nessun tipo. Le grandi marche di sigarette non spenderanno più i sei milioni di sterline all’anno (pari a dieci miliardi e mezzo di lire italiane)’che spendevano per reclamizzare i loro prodotti.
Questa drastica sentenza concede invece la pubblicità dei sigari e del tabacco da pipa poiché, come si legge nel dispositivo della nuova legge, ”tali prodotti non causano il cancro ai polmoniV La grande condanna cade dunque esclusivamente sulla sigaretta, unica responsabile di quella tremenda piaga che è il cancro ai polmoni.
E’ interessante a questo proposito leggere la dichiarazione rilasciata ai Comuni dal Ministro della Sanità Sir Kenneth Robinson. « Il numero delle vittime del cancro ai polmoni è venuto crescendo in Inghilterra negli ultimi anni. Fu di 23.940 persone nel 1961; di 24.860 nel 1962; di 27.800 nel 1963. Nei primi nove mesi del 1964 ci sono stati 20.850 morti, un aumento del 5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fenomeno è tanto più grave in quanto le vit- vittime sono spesso di giovane età. Siamo persuasi che un’alta percentuale dei decessi è causata dall’eccessivo consumo di sigarette. Il Governo ha già adottato imponenti misure per combatterlo: ha stampato opuscoli, manifesti, ha ordinato inchieste mediche e ha indetto conferenze. Ma tutto ciò non basta, anzi diventa inutile se si consente alle diverse marche di continuare la massiccia e suggestiva pubblicità alla televisione. Abbiamo deciso di abolire al più presto questa pubblicità ».
Tale dichiarazione veniva fatta nel febbraio scorso. Alla fine di luglio, dopo una battaglia durata molti mesi, il governo inglese approvata l’abolizione di ogni forma di reclame televisiva di qualsiasi tipo di sigarette mentre concedeva alle ditte colpite dal provvedimento di continuare a reclamizzare i loro sigari e tutte le qualità dei loro tabacchi da pipa.
Ma perché il tabacco da pipa si e le sigarette no? E’ semplice. L’imponente schiera di medici che era stata incaricata da anni di condurre un’inchiesta tendente a stabilire, sulla base di indagini di ogni genere, il grado di responsabilità del tabacco nella diffusione del cancro dei polmoni, mentre ha raccolto contro la sigaretta una massa inconfutabile di prove, non è riuscita a trovare un solo indizio che possa far sospettare il tabacco da pipa come di complicità nel delitto. Nessuna delle persone decedute per cancro ai polmoni, nel caso fosse accertato che la malattia era dovuta ad un eccesso di fumo, era solita fumare la pipa. Qualche fumatore di pipa era nel numero delle vittime ma si è scoperto che la pipa era soltanto un diversivo alla sigaretta e si è accertato che queste persone erano in realtà fumatori di sigarette. A parte queste lunghe e laboriose osservazioni statistiche gli esami di laboratorio e i lunghi studi effettuati su reperti umani di gente deceduta per cancro ai polmoni, hanno permesso di accertare che la sigaretta, con la sua diretta azione sulle vie respiratorie, era la componente numero uno del insorgere del terribile male.
Il parere dei medici è stato del resto suffragato da una acuta osservazione da parte degli psicologi. Questi ultimi affermano che il ritmo sempre più frenetico della vita moderna offre alla sigaretta un terreno di facile espansione. L’uso del tabacco è un vizio che può essere contenuto entro proporzioni accettabili senza pregiudizio per la salute pubblica. Ma la sigaretta, la sua praticità, il suo facile impiego nei momenti di tensione, rendono ‘vano ogni tentativo di riportare questo vizio nei limiti del tollerabile. Poiché non è possibile tornare indietro e ridare alla vita dei tempi moderni un corso più equilibrato bisogna fare in modo che la sigaretta non si inserisca in questo ritmo come una necessaria componente della vita attuale. Ecco perché la pipa, non adatta a seguire l’uomo nel suo vortice di tensione nervosa, ma, anzi, adattissima ad accompagnarlo in una volontaria azione di riequilibrio della sua esistenza, non potrà mai presentare sotto questo aspetto una vera minaccia.
Il governo inglese sta ora conducendo una seconda battaglia non meno impegnativa di quella che ha portato alla soppressione della pubblicità televisiva delle sigarette. Si cerca infatti di far approvare una legge che vieti tale pubblicità sui giornali, sulle riviste, sui mezzi pubblici di trasporto e sui muri delle città. È una battaglia che deve essere vinta, una battaglia che pochi devono condurre nell’interesse di molti.

Roy Clinton

Articolo tratto dalla rivista “Il club della pipa”. Anno 1, n.1 Ottobre/Novembre, 1965

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