Prime dieci pagine

Tony Dallara difende le sue tonsille

Redazione

Ovviamente, lo fa fumando la Pipa: il che gli serve anche (dice lui) per aumentare il suo fascino di rubacuori moderno.

Club della Pipa, aprile/maggio, 1966.
A partire da questo numero, il nostro collaboratore Giorgio Colarossi — che come sapete è in stretto contatto con il mondo degli spettacoli — inizia una nuova rubrica, dedicata a quanti hanno “un tesoro nella voce”, e lo difendono appunto fumando la pipa anziché le più dannose sigarette. Dopo le prime interviste con il nostro presidente onorario Gino Cervi, Colarossi ha cominciato una specie di inchiesta in ogni settore del mondo degli spettacoli: dalla musica leggera alla lirica, dalla prosa al cinematografo. Scoprirete, insieme, il vero volto di celebri divi in veste di pipaioli, quello che significa per loro la pipa, e avrete le notizie più aggiornate sulla loro attività artistica, rivelate — il più delle volte in esclusiva — agli amici del “Club della Pipa”.

Per cominciare una nuova rubrica ci vuole un certo tono, che faccia subito entrare il lettore in argomento. Trattandosi di interviste e di “ritrattini”, ci vuole anche il personaggio adatto. Bene, trattandosi di una testatina che si intitola ”Un tesoro nella voce”, ho pensato che la precedenza dovesse essere data a un capostipite: esattamente quello degli urlatori; sissignori, Tony Dallara, che ha spopolato per anni in Italia imponendo un genere del tutto nuovo, e creando dietro di sè una vera scuola. Il maestro rimane sempre lui, questo è indubitabile: lo confermano i suoi più recenti successi, il più nuovo dei quali è costituito dalla trionfale tournée in Giappone, che l’ha visto acclamatissimo ovunque, nel gran Paese dell’Estremo Oriente.
Tony Dallara — come già a suo tempo Frankie Lane in America — è stato definito, in Italia, il cantante dalle “tonsille d’acciaio”. E ne avrete buona prova riascoltando le canzoni che ha portato al successo, da “Ghiaccio bollente” a “Romantica”, da “Bambina, bambina” a tante altre, che hanno vinto Festival e Concorsi nazionali diversi. Ora, il sapere che il nostro Tony fuma la pipa ci ha indotto a una breve intervista sull’argomento. La domanda principe è sempre quella: ritiene che questa “abitudine” sia meno dannosa, per il piccolo tesoro che ha in gola, del “vizio” di fumare sigarette?
— Certamente. Da anni fumo la pipa, direi proprio per non cedere alla tirannia delle sigarette, che potrebbero incidere negativamente sulle mie possibilità di cantante. Non aspiro il fumo, ne traggo ugualmente grande piacere, e non metto in pericolo la “carica” della mia ugola, o delle mie tonsille come lei dice. A parte questo, le confesserò che fumare la pipa è per me una grande forma di relax: e poi mi mette addosso un certo non so che, mi dona (almeno credo) un’aria più imponente, più “seria”, come si usa definirla. E poi mi è utilissima con le ragazze…
Questa è nuova. Abbiamo pregato Dallara di chiarire il concetto. Ecco qua.
— Sono sicuro che il fumare la pipa aumenta il fascino che un uomo può esercitare su una ragazza. Va bene, ho un certo nome, una certa popolarità, ho addirittura qualche ammiratrice che esagera nella sua idolatria, fino al punto di svegliarmi di notte con… telefonate ardenti, o mi buca le gomme dell’automobile, e questa è cronaca vera, tanto che mi sono dovuto rivolgere alla polizia. Ma io non parlo di questo, parlo di… qualche ragazza che mi interessa in particolare. Dirò che quando fumo la pipa in sua compagnia, vedo che gran parte del fascino viene proprio dalle nuvolette che si sprigionano dal fornello: il fumo avvolge il viso dell’uomo, lo sguardo diventa più provocante e profondo. Mi lascia dire quello che penso realmente? La ragazza rimane affascinata da questa specie di “fumo d’amore”, che l’avvolge tutta. E poi, ho visto che le donne si sentono più sicure — così come piace a loro — quando sono in compagnia di qualcuno che fuma la pipa. Perché si ritengono più protette; perché sentono (hanno anche un settimo e ottavo senso, quando vogliono!) che accanto a loro c’è un vero uomo.
Mettiamo un freno allo sfogo del nostro bravo Tony: volevamo parlare di lui come fumatore di pipa, di quello che la pipa rappresenta per lui cantante, e invece ci sentiamo un autentico fervorino sulla pipa quale complice di un rubacuori moderno. Va bene, ne prendiamo atto, e suggeriamo di fare altrettanto ai nostri lettori, poiché… parla un tecnico. Aggredito da altre domande quale fumatore, Dallara si limita a dirci che gli piace molto, e depreca che tanti sfoggino la pipa solo per snobismo, e non cerchino di entrare nel “vivo” del sommo piacere. Bene, visto che è appena tornato dal Giappone, gli chiediamo notizie su quanto ha visto di interessante, laggiù, appunto come fumatore di pipa.
Non solo interessante, ma forse inedito. Mi hanno colpito i tanti vecchi, ancora vestiti con il kimono, acciambellati sulle gambe che aspirano il fumo di uno speciale tabacco a foglie piccole, seccate in serra, in primavera, quando il sole è alto. E’ un tabacco che ha uno straordinario profumo di rosa, e che i giapponesi sono soliti accendere con uno speciale carboncino. E’ il tabacco che fumano quando sorbiscono le piccole tazze di Saké. In questo modo, aroma e profumo del tabacco e della bevanda si uniscono, si fondono, donano un gusto particolarissimo al palato. E solo godendo di questi unione di piaceri ci si può spiegare, almeno in parte, il rituale giapponese del relax, della meditazione, della pace e tranquillità che placano lo spirito. Si può dire — io l’ho provato — che si tratta d una vera armonia.
Armonia richiama musica, così ritorniamo (un po’ meravigliati, confessiamolo) al Dallara più conosciuto, al bravo cantante di musica leggera. L’ultima domanda, come di prammatica, è sulla sua attività presente e sui programmi.
— Inutile dire che l’esperienza giapponese non è stata arida. Infatti, ho già inciso alcuni dischi di canzoni di quel Paese, che spero interessino i miei fans; sono canzoni molto belle, molto vicine ai nostro gusto. Sono appena entrate in circuito, nei negozi, e ritengo avranno successo. Poi, ho già registrato qualcosa in televisione, fra poco dovrete… sopportare ancora la mia faccia, e subire la mia voce. Fra le numerose offerte che mi sono state fatte, infine, ho accettato quella di una lunga tournée in Jugoslavia, e quando usciranno queste mie impressioni credo che sarò già a Belgrado o Zagabria: spero che mi manderete laggiù una copia del “Club della Pipa”, una rivista che mi piace molto. Altri programmi? Canzoni, canzoni, canzoni. E qualche buona pipatina…
Una stretta di mano e il “re degli urlatori” si allontana sulla sua rombante automobile; con la pipa stretta in bocca. Già perché Tony Dallara sostiene che — per lui almeno — non c’è momento migliore per fumare la pipa, se non quando si guida un’auto o si è in dolce compagnia. Annotiamo… Quanto poi a seguirne il consiglio e l’esempio, può essere un altro discorso. Comunque, il Tony Dallara fumatore di pipa e simpatico ragazzo è esattamente quello che vi abbiamo presentato.

Giorgio Colarossi

Leave a reply

NOTE dalla provincia

Andar per giardini………

11 luglio 2017

Scarabocchi di scuola

Ciao scuola di Iuna Marini

Rubrica rampante

Questa pazza estate!

4 luglio 2017

Chi si autopubblica diventa cieco?

Come ti corteggio l’editore – esempi pratici

3 luglio 2017

NOTE dalla provincia

TI PRENDO IN PAROLA di Roberta Secchi

18 giugno 2017

MEMORIE di una vecchietta perbene

Confessioni audaci di un ballerino di liscio