Prime dieci pagine
Mariel Giolito

“E’imperdibile” dice Stephen King a proposito del libro “La vedova” di Fiona Barton, ed ha perfettamente ragione, me lo sono divorato.

La protagonista Jean, è una donna sposata con un uomo che pare essere l’autore di crimini terribili, un mostro da prima pagina, collegato alla scomparsa di una bimba di 2 anni, Bella.
Così quando il marito muore senza fare luce sull’intera vicenda, la vedova Taylor diventa l’ossessione dell’intera stampa inglese: davvero la vedova è all’oscuro di quanto successo? Non si era accorta di nulla, sospettava qualcosa o chissà, magari era persino complice del marito?

“Glen è morto, sapete? Tre settimane fa. Investito da un autobus appena fuori dal supermercato. Un minuto prima era lì a stressarmi perché non avevo comprato i cereali giusti, e poi bum, lungo e disteso sull’asfalto. Trauma cranico, hanno detto. Insomma, morto. Io stavo lì impalata, lo guardavo e basta. Gente che correva qua e là in cerca di coperte, il marciapiede un po’ sporco di sangue. Non tanto, eh. Lui sarebbe stato contento: odiava il disordine. Erano tutti molto gentili con me e cercavano di non farmi vedere il cadavere, e io non è che potessi dirglielo, ma ero così contenta che se ne fosse andato. Niente più sciocchezze.”

La storia è raccontata da quattro diversi punti di vista, la vedova, una giornalista, l’ispettore di polizia e la mamma della bambina uccisa. È difficile stabilire quale sia la verità ed il lettore affronta i vari momenti anche attraverso le bugie delle voci narranti e si chiede spesso chi manipola l’altro.
Tutto inizia il 2 ottobre 2006, ci vorranno quattro anni per capire che cosa è successo veramente, l’ispettore Bob Sparkers quasi si ammala per non essere riuscito a trovare le prove del rapimento, Kate Waters, la giornalista d’assalto è disposta a tutto per lo scoop del secolo, Dawn Elliott, la madre di Bella è pronta a riciclarsi in un ruolo pubblico e Jean Taylor, la vedova, che forse si rifiuta di capire che cosa è realmente successo.

Il risultato è una scrittura liscia, pacata ma corposa, con improvvise illuminazioni, fragili sentimenti ed esili menzogne. La lettura scorre rapida, le voci si intersecano pacate senza creare confusione.
Ma il nucleo centrale della vicenda, secondo me, non è tanto la scomparsa della bambina ma la storia di un matrimonio e dei suoi segreti.
Marito e moglie, quanto sanno realmente l’uno dell’altro?
Quando si vive con un uomo accusato di crimini così orrendi come il rapimento di una bimba e la pedopornografia online, cosa succede in una donna?
Come può comportarsi nei confronti dell’uomo che ha sposato e amato?”
Sarà il bestseller dell’estate. Anzi, il thriller dell’anno, dicono. Eppure l’autore, o meglio l’autrice, non ha mai scritto un libro prima. Sta facendo il suo esordio a “soltanto” 59 anni, sottolinea lei.
Fiona Barton, giornalista inglese, si è occupata di cronaca per il “Daily Mail”, il “Telegraph” e il “Mail on Sunday”. Attualmente vive con il marito nel Sud della Francia.

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