Prime dieci pagine
Mariel Giolito

Un film che parla di amore, di sogni e di cinema, un film che parla di Hollywood proprio nel momento in cui Hollywood vorrebbe invece parlare di altro.
“La la land è un sorprendente omaggio alla stagione d’oro del Musical – ha dichiarato il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera – da Un americano a Parigi di Vincent Minnelli a New York, New York di Martin Scorsese e, nello stesso tempo, la compiuta rifondazione del genere attraverso la reinvenzione dei suoi canoni.”
Ryan Gosling è Sebastian, un pianista jazz malinconico, aggrappato al passato, la musica che ama e suona ormai piace a poche persone.
Emma Stone è Mia, vorrebbe fare l’attrice, arriva a Los Angeles per inseguire il suo sogno e finisce a fare la cameriera, ma non perde mai la speranza e affronta ogni giorno un provino.
Due persone che hanno in comune la forza di voler realizzare i propri sogni e le proprie ambizioni.
Quella fra Seb e Mia è una storia d’amore non banale, cantata e vissuta a tempo di musical, anche una passeggiata per ritrovare la macchina al termine di una festa si trasforma, a passi di tip tap, in una delle scene tra le più belle e coinvolgenti del film.
Il loro amore, pur entrando nella dimensione del sogno, risulta però più realistica di molte storie romantiche raccontate sul grande schermo, anche quando i protagonisti danzano circondati solo da stelle, uno dei molti omaggi ai musical di Ginger Roger e Fred Astaire.
I punti di forza del film – oltre all’impeccabile e piacevole confezione – sono i due protagonisti, freschi e credibili, Emma Stone e Ryan Gosling, che canta e suona con perizia.
Il giovane e bravo regista Daniel Chazelle ha pensato per loro delle coreografie non da professionisti, che ci trasmettono tutte le loro incertezze e le esitazioni che ce li rendono ancora più simpatici.
La sequenza di ballo sul belvedere di Los Angeles al tramonto vale tutto il film, il regista è riuscito a rendere romantica anche l’inquadratura della coppia seduta sulla panchina, di spalle, stagliati sullo sfondo del Griffith Observatory, luogo indimenticabile non solo perché set naturale di tante opere cinematografiche, tra le quali “Gioventù bruciata” di Nicholas Ray, è come guardare un quadro famoso: appena le vediamo sono già immagini senza tempo, e nel film ci raggiungono tutte una dopo l’altra in rapida successione.
Una scena, per me indimenticabile, è quella in cui Sebastian, Ryan Gosling, passeggia sul pontile della spiaggia fischiettando, canticchiando “City of Stars” e giocando con un cappello, invita a ballare una signora che passeggia con il marito.
Chazelle guarda al musical per dirci che, appunto, la sua gloria appartiene al passato, per questo contrappone alle star del canto e della danza come Ginger Roger e Fred Astaire, Cyd Charisse, Gene Kelly, Frank Sinatra e tanti altri, due attori che ballerini e cantanti non sono e che, dunque, al massimo possono mimare qualche passo o accennare un motivo.
La performance di danza più lunga che li riguarda avviene in cielo, La La Land riesce a essere esattamente quello che vuole essere, ha gli attori giusti (Emma Stone vincerà il suo meritato Oscar), Chazelle regista ha talento, l’’amore di Sebastian e Mia appartiene al cielo in cui danzano, alle stelle, al sogno della commedia musicale.

E’ una storia contemporanea che però potrebbe essere ambientata in qualsiasi periodo, dagli anni Quaranta ad oggi, solo i cellulari ci ricordano che siamo già negli anni Duemila, considerando che sui poster in camera da letto appare Ingrid Bergman e al primo appuntamento si va a vedere Gioventù bruciata.
Il film è decisamente dalla parte dei sognatori e forse ci pone questa domanda: è possibile vivere le proprie emozioni senza compromessi?

Il compositore Justin Hurwitz contribuisce all’ottimo risultato della pellicola con una colonna sonora intonatissima alle atmosfere.
Una piccola nota personale. Sono una patita di musical, ho tutti i dvd di Ginger e Fred, ma il mio film preferito rimane Cantando sotto la pioggia di Gene Kelly e Stanley Donen: storia del passaggio del cinema dal muto al sonoro attraverso le disavventure di due star.

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