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Silvia De Angelis

Lingotto fiere, 21-22-23 aprile 2017:
Torino Comics era alle porte, o meglio nei padiglioni due e tre del Lingotto.

Ehilà!
Gente navigata, chi di voi ha partecipato a questa fantasiosa kermesse di fumetto, giochi, videogiochi e tanti cosplayers?
Per chi non fosse immerso in questo giocoso mondo, spiego che i cosplayers sono gli entusiasti artisti del travestimento, che per tre luminosi giorni hanno animato la grande festa del fumetto torinese.
Vagando incantata per i due padiglioni ho potuto scoprire quanta straordinaria capacità artistica si celi dietro i silenti fan del Comics.
In questa vivace fiera si poteva anche partecipare a infervorati tornei di variegato tipo: dai paladini dei videogiochi che si sfidavano nel padiglione tre, di fronte a una colorata arena di seggiole che era stata costruita davanti a una serie di video, sovrastati da un mega schermo che serviva per seguire eventuali lezioni o le gare in corso; di scacchi, potendo cogliere l’opportunità di confrontarsi anche su una interessante scacchiera gigante, di cui c’era una seconda, originale riproduzione nel padiglione due (una delle chicche sparse qua e là, che facevano bella mostra di sé nella fiera); sono stati organizzati i consueti tornei dei giochi di carte o di ingegnose creazioni da tavolo nei quali gli iscritti si confrontavano in agguerrite sfide per conquistarsi l’ennesima action figure del personaggio preferito; gare di vendita alla ricerca del gadget più originale e sfilate di maschere cosplayers dai vivaci colori, impagabilmente somiglianti ai personaggi che rappresentavano.
Insomma, si tratta di un mondo di storie e libri tanto vasto quanto divertente e fantasioso.
Ho potuto constatare che ogni gioco presentato nasconde sorprendenti narrazioni, vicissitudini in cui i personaggi hanno combattuto eroicamente approdando sulle tavole da gioco di ogni bimbo del mondo, e non solo: c’erano tanti giovani e adulti a rivivere i loro beniamini del fumetto, delle anime giapponesi ideate per la tv o dei giochi di carte collezionabili.
Intere famiglie travestite vagavano felici nei due padiglioni di Lingotto Fiere, visitando i mondi ricreati per l’occasione: quello medioevale, con bivacchi di tende e utensili vari che riproducevano fedelmente la vita quotidiana dei nostri avi; il rigoroso universo militare col suo misterioso elicottero corvino; quello dei cosplayers e dei loro segreti di creazione; si entrava anche in una distesa affascinante, in cui ci si poteva divertire con giochi d’epoca, originali o di recente ideazione, costruiti su vecchie sedie di legno; il mondo di Ghostbusters con tanto di Ecto voiture al seguito e la possibilità di farsi alcuni giri su bizzarre mini-car; quello di Harry Potter in cui ci imbatteva in uova di drago e bacchette magiche che ti sceglievano; l’area dei videogiochi e dei flippers da bar; l’angolo dei famosissimi video maker di you-tube, circondati da frotte di ragazzini urlanti che tentavano così di ottenere l’attenzione che li avrebbe condotti al loro giovane eroe e al suo autografo; per gli appassionati come me, non mancavano il mondo di Star Wars con la scuola degli aspiranti jedi, dove si potevano prendere lezioni di spada laser e lo spazio attrezzato per la scherma d’epoca terrestre; infine, in fondo al padiglione due, era stata costruita l’area del tiro a segno con esposizione e vendita di armi, proiettili e quanto altro facente parte di questo cupo commercio.
Si respirava un’atmosfera magica, carica di tanta, tanta, brillante ingegnosità creativa.
I miei complimenti dunque a coloro che si sono impegnati per rendere questa fiera così originale e un saluto a tutti i cosplayers, appassionati di storie e di fumetti, che sono il sale della vita insieme all’amore e ai bambini, che ci ricordano ogni giorno il futuro ma anche ciò che siamo stati e che in qualche modo è bene continuare a essere, almeno in parte, dentro noi per non smettere mai di meravigliarci della vita e di rimanere attenti, per cogliere ciò che ci accade attorno.
Per oggi è tutto gente navigata, è la jedi Silvia che vi scrive.
Vi saluto care lettrici e cari lettori, invitandovi a vivere la parte giocosa del vostro quotidiano, perché: senza allegria che vita è?
J.S.

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