Prime dieci pagine
Mariel Giolito

Era da tempo che non mi capitava di pensare: ”Che bello adesso leggo, così me la spasso, mi rilasso, mi diverto e imparo qualcosa su una terra per me quasi sconosciuta il Polesine veneto.
Mi pare che non sia poco per una ex bibliotecaria che libri ne ha letti davvero tanti e il liscio non l’ha mai ballato.
“ Confessioni audaci di un ballerino di liscio” è il nuovo romanzo della scrittrice Paola Cereda, che dopo aver pubblicato “Della vita di Alfredo” nel 2009, “Se chiedi al vento di restare” nel 2014, “Le tre notti dell’abbondanza nel 2015”, con questo nuovo libro racconta la storia di un uomo che fa delle riflessioni e il bilancio della sua esistenza.
Protagonista della vicenda è Frank Saponara titolare del Sorriso Dancing Club di Bottecchio sul Po, la balera più importante del Polesine. Attraverso i suoi ricordi ripercorriamo la sua vita, possiamo vederlo bambino competere sulle piste di ballo di tutta Italia, poi adolescente alla sua prima esperinza sessuale, seguiamo il suo percorso amoroso fatto di tante donne, ed infine lo ritroviamo innamorato di una donna che suona la fisarmonica con “gli occhi socchiusi dal piacere che le dava la musica”.
Frank sta organizzando grandi festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario del suo locale: “Per il suo compleanno volevo una festa che fosse soprattutto piacere per il liscio, quello vero, fatto di valzer, mazurca e polca, senza le contaminazioni del tango all’italiana”.
Il liscio ha un’origine colta legata a Carlo Brighi più noto come “Zaclen” (anatroccolo). Violinista e compositore italiano è considerato il capostipite della musica da ballo, mise in piedi un’orchestra tutta sua e iniziò a girare la Romagna suonando valzer, polche e mazurche.
Il Sorriso Dancing Club, fondato dai genitori di Frank più o meno in coincidenza con la sua nascita, ha dunque cinquant’anni, un’età di inevitabili bilanci, che non possono che essere favoriti dal ritrovarsi attorno, nella serata celebrativa del Sorriso, l’intera comunità di Bottecchio sul Po, tutte le persone importanti della sua vita, ma soprattutto le tre donne che ha amato: Ivana, il primo amore, Kristelle, una pornodiva con cui ha avuto sporadici incontri, e Barbara, musicista e cantante che gli è vicina nel momento presente.
La sera del compleanno del Sorriso le tre donne si ritrovano sulla stessa pista mentre, poco distante, nella golena di Ca’ Silente, Vladimiro Emerenzin, amico di Saponara e poeta di paese, muore in strane circostanze.
Tra le sue dita, un biglietto della festa alla quale non ha partecipato e una parola scritta a matita. Frank è chiamato a dare un senso a quell’ultimo messaggio e scopre che la vita è come il liscio: si balla in due e bisogna andare a tempo.
“Al funerale di Vladimiro la pioggia fitta picchiettava di cerchi concentrici la superficie del fiume… La fisarmonica attaccò il valzer San Martein dello Zaclen, mentre la pioggia le teneva il ritmo battendo sugli ombrelli e le cerate. Barbara mi aveva insegnato che non tutte le musiche sono state scritte per essere ballate. Ci sono musiche che devono essere ascoltate e basta, perchè sanno dove stanno andando, proprio come il Po… Stappammo la bottiglia di Verduzzo, alzammo al cielo i bicchieri di plastica e scegliemmo di non piangere.”

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