Prime dieci pagine
Silvia De Angelis

Oltre il confine
Lingotto Fiere, 18 – 22 maggio 2017
Il Salone Internazionale del Libro di Torino apre le porte al mondo.

Ehilà!
Gente navigata, come prosegue questa pazza primavera?
Spero che, caldi e freddi a parte, nessuno si lasci intimidire dalle volontà maligne che aleggiano intorno a noi e cercano di frenarci nel nostro vivere quotidiano e nella realizzazione dei nostri sogni. “Giammai!” direbbe messer Vocabolario.
L’atmosfera che si respirava al Salone 2017 era frizzante, aperta al nuovo ma soprattutto all’altro, chiunque egli o ella fosse.
Ultimamente ho potuto constatare che le persone tendono a giudicarsi le une con le altre senza avere al loro attivo prove attendibili o anche solo la minima traccia verosimile di ciò che stanno affermando per accusare un vicino o un lontano di misfatti, magari mai perpetrati dalla sfortunata controparte. Poi, dal momento in cui qualche traccia c’è, pochi si prendono la briga di verificare o approfondire, in genere si spara a zero sul malcapitato di turno, senza pensarci due volte. Com’è successo col giovane di p.za San Carlo a Torino: rilasciato, innocente e maltrattato senza motivo.
Io penso sia giunto il tempo di riflettere prima di sparare a zero o, come direbbe la mia amica scrittrice Desy, di: “Dare fuoco alle polveri”, perché dall’altra parte c’è un altro essere umano, che magari non ha fatto nulla di ciò di cui lo si sta accusando.
È oltremodo pericoloso attaccarsi ai giudizi, quasi sempre ‘pre-giudizi’ o avvilupparsi alle proprie lacunose convinzioni come un polpo che difende la roccia in cui ha preso alloggio. Lui lo fa per una buona ragione, perché cerca di proteggere la sua casa e la propria vita, noi perché insistiamo, se c’è la possibilità che ci stiamo sbagliando?

Estratto dalla prefazione del programma della Fiera Libro di quest’anno: ‘Una libreria-biblioteca insieme fisica e virtuale organizzata in quattro macro aree tematiche – Pensiero, Azione, Orientamento, Immagine – riconducibili alla struttura e alle suggestioni della biblioteca ideata negli anni ’20 da Aby Warburg. Nel padiglione 3, all’interno della Piazza dei Lettori si trova la Biblioteca del Salone’.
Ho apprezzato appassionatamente l’edizione 2017 perché ho potuto trovarci proprio tutti. Grazie alla collaborazione tra biblioteche, associazioni e librai con le case editrici e l’organizzazione del nuovo direttore, Nicola La Gioia, il tema ‘Oltre il confine’ ha condotto miriadi di culture e persone diverse, vicine o lontane, al confronto per ritrovarsi sotto lo stesso tetto a parlarsi, leggersi e conoscersi meglio.
Io trovo che questo sia lo spirito giusto per portare positivi cambiamenti nel nostro futuro, che appare così cupo e incerto in questi ultimi anni: diamo all’altro la possibilità di spiegarsi, chiarire, se ci sono dei malintesi e di aprirsi, poiché se nel prossimo cerchiamo il bene, lo troveremo senz’altro, ma se ci ostiniamo a puntare il dito, giudicandolo malvagio, è solo il male che provocheremo in lui o attraverso di lui, perché a questo viene sospinto chi è respinto.
Con ciò non voglio affermare che la vigilanza vada abbassata, ma che ci deve essere laddove ha un senso che ci sia.
Il tema serio e pregevole non ha tuttavia eliminato il clima di festa che accompagna ogni edizione della nostra bella Fiera. Parecchi omaggi sono stati celebrati nelle sale conferenze del Lingotto quest’anno: onori al Re della paura, Stephen King, alla serata in cui molti appassionati hanno potuto accaparrarsi libri gratuiti in seguito alle risposte esatte date alle domande poste dai conduttori: Giovanni Arduino e Loredana Lipperini; un’accurata Lectio Magistralis da parte di Wu Ming 4 a favore di J.R. Tolkien, il famoso scrittore internazionale di fantastico e fantasy, ha reso un gran servizio alle sue opere, mentre i fans attendono la pubblicazione di Beren e Luthien, un viaggio nel mondo femminile dell’autore curato dal figlio, che ne sta proseguendo l’opera dopo la sua morte; la gradita visita dell’autore Pennac, che è tanto simpatico quanto pieno di talento e ricco di eccellenti idee, come quella di creare una Università Europea in cui i nostri giovani, fin dall’infanzia, possano usufruire di scambi culturali esteri per diventare poliglotti, figli della stessa grande Comunità, unita; la festa del Salone Internazionale del Libro torinese ogni anno raggiunge le scuole, grazie al progetto Adotta uno Scrittore; inoltre, vorrei ricordare l’instancabile lavoro svolto per i più piccini da parte di chi gestisce e organizza Nati per Leggere, col suo astuto premio letterario, attribuito dai bimbi alle storie che più amano e ai fortunati autori che li hanno conquistati nella più tenera età; ha portato tanta allegria anche la numerosa presenza di illustratori e fumettisti che hanno spopolato, presentando se stessi e le proprie opere.
Ce n’era per tutti i gusti e misure, anche per chi, nel caos di stand, convegni, presentazioni e scarpinate libresche, voleva godersi qualche momento di quiete: poteva farlo nel padiglione 1, dentro una saletta appositamente creata per l’occasione.
Naturalmente non sono mancati numerosi autori e autrici ospiti: erano, come sempre, impegnati nel confronto coi lettori e con le lettrici di ogni età, in attesa di autografi e novità sui loro beniamini.
Mi ha particolarmente convinto un progetto per l’infanzia, che ha potuto trovare spazio nel padiglione 2, vicino alla Sala Professionali: dal libro ‘L’incantesimo del drago’ l’autrice Giulia Giachetti trae la Montagna della Bontà, un percorso educativo a tappe, in cui i piccoli lettori potranno cimentarsi, confrontandosi con prove e scelte di vario genere per raggiungere la vetta e riscoprire quali sono i veri valori, accanto ai quali vivere e da accudire nel corso degli anni a venire.
L’area costruita per i più giovani, regno indiscusso di Fabio Geda ed Eros Miari, ha permesso di condurre le classi e i visitatori verso approfondite riflessioni sul tema del Salone 2017, ma ha anche concesso di dare sfogo alla creatività, perché era particolarmente candida quest’anno. Ciò che colpiva del luogo era il colore dei colori, il bianco, così qualcuno ne ha approfittato per riempire muri e panche di bizzarri graffiti, lasciati in ricordo di una piacevole giornata trascorsa in mezzo alle storie. Nel centro dell’area ricca di candore si poteva trovare un’interessante mostra di quadri d’autore e il reparto dei giochi interattivi attendeva lettori di ogni età.
Per cinque laboriosi giorni, hanno trovato casa fra i grandi spazi del Lingotto praticamente tutte le regioni d’Italia, che facevano il tifo per i propri scrittori. Si potevano fare scoperte interessanti sulla provenienza di chi scrive le storie italiane, narrazioni meravigliose da portare nel resto del mondo.
Io sono stata particolarmente lieta di trovare un’intera area dedicata alla poesia, è tempo che quest’arte prediletta dai nostri avi ritorni in auge con il suo splendore.
Il tutto condito da una buona dose di musica, dato che l’edizione 2017 ha ospitato anche il Festival dei musicisti, con un reparto a loro dedicato nel padiglione 1.
Per oggi è tutto gente navigata, è la jedi Silvia che vi scrive.
Vi saluto care lettrici e cari lettori, vi rinnovo l’invito a vivere la parte giocosa del vostro quotidiano, perché senza allegria la vita diventa più cupa e le faremmo un torto.
Buone letture!
J.S.

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