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Mariel Giolito

Nel mese di agosto ho fatto un bellissimo viaggio in Olanda organizzato da “Chiotti si muove” con la solita splendida regia di Magda e Gianni che come al solito hanno studiato un programma eccezionale e sono riusciti a farci amare luoghi del tutto sconosciuti ed a farci percorrere questa terra ed i suoi strardinari canali partendo dalla Frisia.
In questo percorso dei Paesi Bassi siamo approdati anche all’Aia dove alla Mauritshuis Gallery abbiamo potuto ammirare “ Ragazza col turbante o Ragazza con l’orecchino di perla” un dipinto a olio su tela di Jan Vermeer, databile nel 1665-1666 circa.
A  proposito di Veermer, col nostro gruppo abbiamo fatto una serie di riflessioni e ci siamo poste anche delle domande, fra cui “Il pittore era già così conosciuto dal pubblico prima che nel 1999 uscisse il libro di Tracy Chevalier?
L’autrice rinomina il dipinto che prima veniva chiamato “Ragazza con il turbante” col nome “Ragazza con l’ orecchino di perla” ed il suo romanzo diventa un caso editoriale, nel 2003 uscirà anche il film di Peter Webber con Scarlett Johansson e Colin Firth.
Quel giorno il nostro straordinario itinerario ci ha portati anche a Delft la città dove Vermeer nacque nel 1632.
Il pittore trascorse tutta la sua vita a Delft, centro produttivo famoso allora per la birra, per i tessuti e le ceramiche. Il padre, tessitore, mercanteggiava anche arte. Nel 1653 sposò Catharina Bolnes, ebbero 15 figli.
Nonostante oggi Vermeer sia considerato uno dei più importanti artisti della Golden Age olandese, nel 1675 morì lasciando la moglie e i figli minorenni in povertà.
Le risposte a tutte le nostre domande le ho trovate andando a scartabellare sui miei libri di storia dell’arte e naturalmente anche su internet.
“…come esiste grande musica senza parole, così esiste grande pittura senza un soggetto importante. A questa scoperta si erano inconsciamente avviati gli artisti del Seicento…gli specialisti olandesi che, passando la vita a dipingere lo stesso genere di soggetto, avevano finito col dimostrare che il soggetto è di secondaria importanza. Il più importante di questi maestri appartenne alla generazione successiva a Rembrandt fu Jan Vermeer van Delft, che pare sia stato un lavoratore lento e meticoloso. Non fece molti quadri in vita sua e pochi di essi rappresentano scene importanti. Per lo più si tratta di figure semplici nella stanza d’una tipica casa olandese.” La storia dell’arte raccontata da E.H. Gombrich.
La riscoperta di Vermeer avviene nel 1995-1996 in occasione della retrospettiva allestita al Mauritshuis e alla National Gallery of Art di Washington. Ma già a partire dalla fine dell’Ottocento critici e storici dell’arte iniziano ad elogiare il valore del quadro.
La “Ragazza con l’orecchino di perla” rientra nella categoria dei tronie, una forma artistica in voga nell’Olanda del Seicento: le “tronie”, ritratti raffiguranti il volto di personaggi convenzionali , sono un genere di arte popolare.
Su uno sfondo scuro, una fanciulla ruota la testa di tre quarti verso lo spettatore, indossa un mantello color rame e una camicia bianca di cui si vede solo il colletto, oltre ad un inusuale turbante fatto di una fascia azzurra che le avvolge la testa e un drappo giallo annodato che pende dalla nuca fino alle spalle.
Il volto della ragazza è di una rara bellezza: labbra rosse carnose e dischiuse, naso sottile e dritto, occhi grandi e vivi. La luce delle pupille è poi richiamata dall’orecchino con una grossa perla, che brilla sulla penombra del collo.
Il suo insolito abbigliamento conferisce al dipinto un carattere di mistero: la giovane donna, con la bocca appena socchiusa, ci guarda girando dolcemente la testa con un atteggiamento quasi di sorpresa.
Nel rigoroso rispetto delle regole della prospettiva, l’artista si concentrò spesso su interni in cui era presente una sola figura, solitamente una giovane donna . Una tavola con le sue sedie, telai di finestre, un dipinto o una mappa sulla parete: sono, questi, gli elementi che definiscono l’ordine spaziale accuratamente concepito in cui si svolge la scena. ”Donna che mesce il latte”, “La merlettaia”,”Donna alla spinetta con uomo”, “Fanciulla alla spinetta”.
Nella pittura di Vermeer si ritrova quasi sempre l’atmosfera silenziosa delle scene domestiche in cui personaggi e oggetti evocano un senso di mistero e una sorta di attesa.

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