Prime dieci pagine
Silvia De Angelis

Ehilà!

Gente navigata,

la storia che voglio consigliarvi oggi é: ‘Per questo mi chiamo Giovanni’ di Luigi Garlando.

Dalla prefazione di Maria Falcone ‘Raccontare Giovanni’: ‘A tredici anni dalla prima pubblicazione e nel venticinquennale della morte di Giovanni, accolgo con gioia la notizia di una nuova edizione di questo libro, che con immagini vive e toni semplici racconta ai ragazzi la storia di Giovanni e i valori per cui ha lottato’.

Le illustrazioni, poetiche e sorprendenti, sono di Alessandro Sanna; ed. Rizzoli – 2017.

 

‘Ero la persona più felice del mondo nel giorno più triste per Palermo, che aveva perso il suo uomo migliore. Era morto anche per me, per difendere i miei negozi, la mia casa, la mia città. Per lottare contro il mostro al posto mio’.

 

È  un delicato affresco di uno degli uomini più coraggiosi che la nostra nazione abbia avuto l’onore di ospitare e vedere crescere: Giovanni Falcone. Un giudice tutto d’un pezzo, che insieme all’amico di sempre, Paolo Borsellino e ad altri fidati, sfidò Cosa Nostra e, naturalmente, vinse.

Anche se a costo della vita.

Siamo nel pieno del periodo più croccante e buono dell’anno e, lo scorso autunno, i nostri giovani finalmente hanno potuto riassaporare cosa significhi avere la neve in città!

Ricordate? Battaglie all’ultima palla nascosti dietro a ripari di fortuna o a dei fortini improvvisati. Che meraviglia…

È anche un periodo fortemente spirituale: per qualunque credo, questo è il momento della gioia e della preparazione a qualcosa di grande. I cristiani di qualsiasi Chiesa innalzano preghiere e inni in ricordo della nascita di un Re bambino che diverrà il Signore di ogni tempo, anche se tendono a farlo con un po’ di melodramma. Bisognerebbe riscoprire l’allegria nel trasmettere il Messaggio, sarebbe più facile coinvolgere gli indecisi e coloro che non ci credono affatto.

Per chi questo periodo dell’anno ha sempre avuto un sapore diverso, ma non meno riflessivo e importante, è tempo di Yule: nel calendario occitano questa ricorrenza era ieri, 21 dicembre. Nella tradizione occitana e germanica precristiana era la festa del Solstizio d’Inverno.

Per tutti gli altri è il periodo della bontà e… dei regali!

Purtroppo non vale sempre la regola del: ‘A Natale siamo tutti più buoni e riceviamo un sacco di doni’. Per diversi di noi la solfa quotidiana non cambia, ripetendosi tediosa.

A voi, che a stento racimolate il pane quotidiano e vi pare che la vostra situazione sia irrimediabile, io dedico questo mio articolo natalizio e vi dico di non arrendervi, questo è anche il periodo della speranza e nessuno potrà mai portarvela via.

Infine, c’è un folto gruppo di inutili Inferiori che non hanno rispetto per nessuno, per i quali queste settimane di festa non sono niente e lasciano che i loro infelici piani conducano a battaglie vecchie o nuove e a oscuri traguardi: non c’è nulla che possiate fare per togliere la pace a chi la porta nel cuore, sarebbe bene che vi rassegnaste a capire che avete scelto un modo sciocco di vivere e la parte sbagliata con cui prendere le vostre insipide decisioni.

Già di per sé, comunque, l’idea dei regali da cercare e da ricevere, dovrebbe bastare a rendere i prossimi giorni un gioco, carico di frizzante magia benevola.

Messer Vocabolario e Vossignoria la Costituzione si uniscono a me nell’omaggiare coloro che combattono ogni giorno contro i criminali, come fece Giovanni Falcone.

Insieme, care lettrici e fedeli lettori, vi inviamo un sentito augurio di Sereno Natale, gioiose feste e ‘felice anno che verrà’!

Per oggi è tutto gente navigata, è la jedi Silvia che vi scrive.

Vi saluto calorosamente, dato il gelo insistente, che le stelle dei cieli e l’amore del nostro caro Gesù, siano sempre con voi, orsù.

J.S.

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