Prime dieci pagine
Mariel Giolito

La forma dell’acqua è un film di Guillermo Del Toro che ha scritto la sceneggiatura con Vanessa Taylor, vincitore di 4 premi Oscar, tra cui il miglior film e il miglior regista e Leone d’Oro alla 74esima Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Inizia nelle profondità subacquee, prima di portare lo spettatore in un mondo come quello degli anni Sessanta pieno di potenza, rabbia, intolleranza, solitudine e determinazione in cui, ad un certo punto, appare una straordinaria creatura del tutto sconosciuta, che il governo statunitense considera un’inspiegabile “risorsa”.

Elisa (Sally Hawkins) giovane ragazza muta e Zelda (Octavia Spencer), donna di colore, lavorano come donne delle pulizie in un laboratorio scientifico governativo di massima sicurezza .
Siamo negli anni della Guerra Fredda e dell’America che esalta le innovazioni tecnologiche, la famiglia perfetta e, per contrasto, disprezza le categorie deboli, i neri, i disabili, gli omosessuali.
Il film é quasi una di fiaba gotica, ricca di suggestioni fantasy e con un’ eroina giovane e senza voce.
Elisa si sente intrappolata in un mondo di silenzio e di solitudine, specchiandosi negli sguardi degli altri si sente un essere incompleto fino a quando scopre una creatura squamosa dall’aspetto umanoide, tenuta in una vasca sigillata piena d’acqua per un esperimento governativo.
Quando Elisa si accorge che la creatura non solo è sottoposta a continue violenze ma è anche destinata alla vivisezione, escogita un piano per salvarla ma, poiché siamo negli Stati Uniti del 1962, si trova invischiata in un tipico intrigo da Guerra Fredda con tanto di fughe, sparatorie, implacabili e spie doppiogiochiste.
Con l’aiuto di Zelda, del suo amico e vicino di casa omosessuale e alcune spie sovietiche riuscirà a far fuggire la creatura in nome di un amore in grado di abbattere ogni confine.
Esplorare l’idea dell’amore e delle sue barriere, interne ed esterne, è stata fondamentale per Del Toro. “Volevo creare una storia, bella ed elegante, sulla speranza e la redenzione come antidoto al cinismo dei nostri tempi. Volevo che questa storia avesse la forma di una favola, con un semplice essere umano che si imbatte in qualcosa di più grande e più trascendente di ogni altra cosa nella sua vita. Poi ho pensato che sarebbe stata una grande idea mettere a confronto questo amore contro qualcosa di banale e malvagio come l’odio tra le nazioni, che si esprime al meglio con la Guerra Fredda, e con l’odio razziale, di classe e di genere”
Del Toro ci presenta “La forma dell’acqua”, ma anche il suo suono e i suoi colori che risuonano nelle gocce che si vedono dietro il finestrino di un bus, nei rubinetti aperti, nella piscina del laboratorio, nella pioggia.
Elisa immagina di dichiarare il suo amore alla Creatura con un numero di ballo e canto, é una Cenerentola che diventa principessa solo dopo aver perso la sua scarpetta rossa e non dopo averla ritrovata.
La forma dell’acqua è un film bellissimo, è una sinfonia di musica, immagini ed emozioni dove tutto può accadere e che ha la capacità di restituire al nostro sguardo lo stupore infantile che, forse abbiamo perduto.

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