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Mariel Giolito

Non appena ho saputo del viaggio in Portogallo organizzato, come sempre, dai nostri due straordinari amici, mi sono subito venute in mente due canzoni: “Il re del Portogallo, voleva ballar la samba” e “Lisboa antigua”, la prima mi piaceva molto da bambina, la seconda mi ha fatto conoscere Amalia Rodrigues e il fado.
Due ricordi indimenticabili a cui adesso voglio aggiungere Sintra una tappa del nostro eccezionale itinerario.
Sintra è uno dei luoghi più bizzarri e caratteristici di tutto il Portogallo.
Punteggiata da palazzi originali, residenze principesche e castelli colorati che la nobiltà portoghese ha costruito nei secoli, Sintra è patrimonio Unesco e nel tempo ha incantato poeti e viaggiatori romantici al punto che Byron l’ha definita “il glorioso Eden”.

Non molto lontano dal centro storico di Sintra si trova una delle più belle creazioni romantiche architettoniche e paesaggistiche del Portogallo: il Parco e il Palazzo di Monserrate che attrae e fa galoppare la fantasia per le sue influenze gotiche e indiane, oltre alle suggestioni moresche.
All’esterno i motivi esotici e vegetali si estendono armoniosamente: la vegetazione dei giardini è composta da più di 3000 piante esotiche provenienti da tutti gli angoli del mondo che creano uno dei punti botanici più ricchi del Portogallo.
Questo pittoresco castello, incastonato tra le montagne di Sintra, è stato costruito a metà dell’Ottocento come residenza estiva per l’aristocratico Francis Cook e la sua famiglia.
La costruzione del palazzo, con influenze arabe, ha una grande torre circolare e diverse cupole rosse, le finestre sono gotiche e all’interno possiamo vedere la bella decorazione a stucco orientaleggiante nella Sala della Musica.
Il palazzo ha inoltre bellissimi piccoli dettagli: dalle intricate disposizioni geometriche sui reticolati, alla pietra finemente intagliata degli esterni e lo splendido intarsio di pietra di ispirazione indiana.
Gli splendidi particolari sono così perfetti che la sua costruzione potè essere finanziata da uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra, Sir Francis Cook, un mercante che fece fortuna esportando stoffe e lana.
Camminare per i giardini è come fare un viaggio in giro per il mondo, dalle Americhe alle Indie, alla scoperta dei diversi continenti “vegetativi”. È una passeggiata molto romantica durante la quale fermarsi alla piccola cappella o ai diversi stagni, ammirare i grandi alberi e i fiori di colore brillante.
Poi in uno scorcio tra le piante, appare la bellezza del palazzo, fonte di ispirazione per molti scrittori romantici dell’epoca, curato nei dettagli, dalle facciate alle volte interne, tutto finemente impreziosito e minuziosamente pensato.
Sintra nell’Ottocento fu molto amata da artisti e scrittori europei come Hans Andersen, che la definì “il posto più bello del Portogallo” o Byron, che la definisce “Cintra’s glorius Eden” il ”giardino dell’Eden”.
“La fascinazione inglese per il Portogallo e dei portoghesi per l’Inghilterra ha radici plurisecolari, affondando in un patto di reciproca alleanza politica, in caso di pericolo, che data dalla metà del Trecento: ciascuno vede nell’altro i pregi che non ha e così in qualche modo aiuta a correggere i difetti che si posseggono… Sintra è ancor oggi una Scozia mediterranea … una via di mezzo tra la fiaba, l’allegoria e l’incubo. C’è troppo di tutto: fiori e piante, boschi e pietre, ville e solitudini. Non è un caso che Eça de Queiros, il più grande romanziere portoghese dell’Ottocento, abbia ambientato qui “Il mistero della strada di Sintra”, feuilleton romantico dove si moriva d’amore e si uccideva per amore…A venti minuti da Lisbona e altrettanti da Cascais, nel Settecento Sintra era il buen retiro dei reali portoghesi, nell’Ottocento divenne la residenza di vacanza di nobili e borghesi abbienti che imitavano nel modo di vivere i loro omologhi britannici …” Stenio Solinas, quella “colonia” letteraria che conquistò gli inglesi.
Il nostro viaggio prosegue, ci aspettano ancora tante tappe e finalmente potrò sentire “Lisboa antigua” guardando negli occhi la cantante e sussurrando insieme a lei il motivo piano, piano.

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