Prime dieci pagine
Mariel Giolito

Nel romanzo “La versione di Fenoglio” Gianrico Carofiglio si interroga sulla vita, sul tempo che passa, sul destino, sulle insicurezze, sull’esperienza e, tanto altro.
I due protagonisti sono personaggi inattesi, ironici, umanissimi.
Il maresciallo Fenoglio attraverso una serie di racconti polizieschi, ci propone un’illuminante riflessione sul senso del lavoro investigativo.
Ricoverato in un reparto di Ortopedia per risolvere un vecchio problema, un vecchio carabiniere, il maresciallo Pietro Fenoglio si trova a dividere la stanza con Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato.
I due diventano amici nella piú inattesa delle situazioni.
I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere.
La versione di Fenoglio è un manuale sull’arte dell’indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti.
In maniera inaspettata tra i due nasce una confidenza, addirittura un’amicizia. Fenoglio narra al ragazzo alcune delle esperienze più singolari e avvincenti della sua lunga carriera d’investigatore fuori dagli schemi, e Giulio scopre un universo di storie, un’umanità sconosciuta – in cui il bene e il male si scambiano continuamente di posto – ma soprattutto un’idea del mondo e un criterio per tentare di decifrarlo.
Pietro nella vita si è immerso anche troppo e come investigatore ha incontrato anime perse, spezzate, criminali e disperati.
Giulio chiede, vuole sapere, vuole capire come si fa a svelare un crimine, a guardare un cadavere, a smascherare un bugiardo.
Pietro racconta, una storia dietro l’altra, pescando nella memoria quelle indagini che più testimoniano il suo percorso. “Investigare è l’arte di osservare lentamente“, rivela al giovane che lo ascolta. Investigare è anche la costruzione di una storia. L’’investigatore deve immaginare come sono andati i fatti, mettere insieme gli indizi. Questo è costruire una storia, e per farlo le parole sono importanti.
La versione di Fenoglio è un’insolita educazione umana, nella quale crescono il maestro e l’allievo, restituendosi a vicenda forza e visione rinnovate.
A uno si rivela la realtà, con le sue contraddizioni, con la ricchezza di un’umanità dolente e fragile; l’altro si rende conto di avere tante storie dentro di sé, che ha ritrovato parlando con il ragazzo.
Sarebbe andato avanti senza rendersene conto, perdendole. “Le storie non esistono, se non vengono raccontate“.
Un lungo dialogo meditativo, ironico, intimo. Un intreccio di racconti polizieschi che è al tempo stesso un sorprendente manuale sull’arte dell’investigazione.

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