Prime dieci pagine
Mariel Giolito

Ho sempre avuto un gran desiderio di visitare Israele e finalmente col mio solito splendido gruppo ci sono riuscita.
L’ultimo giorno di questo nostro eccezionale viaggio in Israele facciamo tappa ad un suggestivo complesso architettonico sul monte Sion, vicino alla Chiesa della Dormizione, la Tomba di Davide ed il Cenacolo.
Il monte Sion è una altura che non raggiunge i 700 metri sul livello del mare, sulla quale è nato il nucleo originario dell’attuale città di Gerusalemme.
L’antico Monte Sion infatti era il Monte Moriah, dove si trovava il Tempio fuori delle mura, fin dall’epoca medievale.
Si dice a tale proposito che gli architetti che costruirono la cinta muraria, le cui tombe si trovano a sinistra della Porta di Jaffa, vennero uccisi proprio perché avevano lasciato fuori dalla cinta il Monte Sion, in realtà il vero motivo della loro uccisione pare fosse da attribuire al fatto che, avendole progettate, conoscevano tutti i passaggi segreti delle mura.
Zion era uno dei molti nomi con cui era conosciuta Gerusalemme e fu l’appellativo scelto anche dal movimento sionista che aveva come scopo la fondazione dello Stato di Israele ed è citato anche nell’inno nazionale.
Zion probabilmente deriva dalla parola tzia, che significa deserto.
Il Monte Sion è considerato sacro dalle tre religioni monoteiste. Qui infatti gli ebrei venerano la tomba di re Davide, rispettato anche dai musulmani che lo considerano un profeta, e qui i cristiani hanno identificato il luogo dell’ultima cena di Cristo e della Dormizione di Maria Vergine.
La chiesa della Dormizione sorge nel luogo in cui la Vergine, secondo la tradizione cattolica, cadde nel sonno interno prima di essere assunta in cielo
Nella parte sotterranea della chiesa si trovano ancora i resti dell’edificio originario del IV secolo (si chiamava allora Hagia Zion ed era riprodotta sulla Mappa di Palestina di Madaba, in Giordania).
In quel periodo la chiesa era un vasto edificio che comprendeva anche la sala del Cenacolo, oggi all’esterno.
L’edificio è composto dalla chiesa, una struttura circolare con due scale a chiocciola che conducono alla cripta ritenuta il luogo dell’Assunzione, e da un alto campanile a cupola che conduce al sottosuolo, dove è conservata la statua della Vergine addormentata.
Intorno a essa vi sono le cappelle delle varie nazioni che sostengono la chiesa con i loro contributi.
La Tomba di Davide non è in realtà il vero luogo in cui è sepolto il sovrano; la tomba non è stata ritrovata, anche se le Sacre Scritture affermano che all’epoca di Cristo si sapeva dove si trovasse. La tomba attuale è probabilmente di epoca medievale, anche se non vi sono prove archeologiche a supporto di questa teoria.

Al piano superiore dell’edificio in cui si trova il memoriale c’è il Cenacolo, con la sala dell’Ultima Cena.
Secondo la tradizione cristiana, questo è il luogo dove Gesù e i suoi discepoli condivisero l’“Ultima Cena” prima della crocifissione difatti la parola Cenacolo, deriva dal latino Coenaculum e cioè luogo in cui si cena.
E con questa ultima visita abbiamo purtroppo concluso il nostro viaggio in Israele.
Voglio ancora sottolineare che il mio amore e la conoscenza di questi luoghi è cominciata moltissimi anni fa attraverso la la lettura.
Il primo libro che mi ha molto colpita è stato Danny l’eletto, di Chaim Potok pubblicato nel 1967 ambientato a Brooklyn nel secondo dopoguerra.
Il libro narra la storia dell’amicizia tra due adolescenti ebrei, Reuven Malter, figlio di uno studioso del Talmud, e Danny Saunders, figlio di un rabbino Chassid, il tema fondamentale è il conflitto radicale tra ossequio alla tradizione religiosa e apertura alla modernità.
Dopo qualche anno ho scoperto Amos Oz e il suo capolavoro autobiografico “Una storia di amore e di tenebra” pubbicato nel 2003 da Feltrinelli.
Amos Oz è un vero figlio di Israele, nato a Gerusalemme da ebrei est-europei. Drammi e contrasti famigliari lo spingono giovanissimo a vivere in un kibbutz, a cambiarsi il cognome (Oz=forza) e ad esprimersi in un impegno socio-politico lontano dalla visione del padre. Un importante esponente della cultura ebraica. Amos Oz è purtroppo scomparso il 28 dicembre 2018.
Abraham “Boolie” Yehoshua è uno scrittore, drammaturgo e accademico isareliano.
In “Fuoco amico” pubblicato nel 2008 da Einaudi, il ricordo di un giovane soldato ucciso per errore dal «fuoco amico» dei compagni, turba i cuori di una famiglia israeliana durante le feste di Hannukkah.
Yehoshua ci introduce nei meandri del vivere israeliano e ci pone in contato con gli Ebrei più emarginati, fra la variegata ricomposizione della diaspora. Non mancano le situazioni ridicole, anche divertenti,

Potrei continuare per pagine e pagine citando tantissimi altri autori, ma voglio concludere questo mio elenco con “Suite francese” di Irene Nemirovsky pubblicato da Adelphi nel 2005: una grande tragedia dietro tante piccole storie nella Francia del 1940.
Irène Némirovsky è una travolgente riscoperta letteraria di questi ultimi anni. Riemerge ora miracolosamente dalle nebbie del campo di sterminio che l’ha inghiottita attraverso una valigia carica di manoscritti (una specie di viaggio nel tempo) che, moltiplicando e rilanciando la sua opera gia nota, ci regalano una scrittrice dalla grande capacità di descrivere l’animo umano, palesandone una conoscenza che ha dell’incredibile per la sua giovane età.
La diaspora ebraica è la dispersione del popolo ebraico nel mondo: da sempre gli Ebrei hanno avuto un rapporto primario con la Scrittura e la Lettura.
Le loro comunità hanno viaggiato nella storia oltre che con il Rabbino anche con lo Stampatore, e attraverso la scrittura hanno dato senso e realtà alla loro memoria, il Talmud raccomanda ad ogni uomo di compiere tre cose nella vita: piantare un albero, fare un figlio, scrivere un libro!

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