Prime dieci pagine
Mariel Giolito

Tutto il mio folle amore nasce dal romanzo “Se ti abbraccio non aver paura” di Fulvio Ervas. Racconta la storia vera di un padre e il figlio autistico in viaggio attraverso le Americhe. La regia del film è di Gabriele Salvatores con il bravissimo attore esordiente Giulio Pranno, Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono.
Willi (Claudio Santamaria) che voleva fare il cantante senza orario e senza bandiera, è ridotto ad esibirsi in matrimoni e balere, conosciuto come “il Modugno della Croazia. È il padre naturale di Vincent, ragazzo affetto da autismo. Una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava.
Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. Anche Elena (Valeria Golino) la mamma e Mario (Diego Abatantuono), il padre adottivo, che si sono messi all’ inseguimento dei fuggitivi, riusciranno a dirsi quello che forse non si erano mai detti.
Un film empatico, quello di Salvatores, che riesce a raccontare con grazia e dolcezza una situazione reale, dalle sfumature complesse.
Ispirato al romanzo di Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura, la pellicola fa un chiaro riferimento alle paure più recondite, toccando temi importanti e attuali come la diversità, la paura di diventare grandi o di diventare genitori.
Argomenti che caratterizzano la pellicola e il pensiero dei personaggi in ogni momento, ma che portano anche lo spettatore a riflettere sulle tante situazione che la vita a volte riserva. Attraverso un percorso volto a definire la normalità come concetto relativo, Tutto il mio folle amore cerca di dare una spiegazione ai grandi temi attraverso un viaggio tra padre e figlio, i quali pur non conoscendosi, intraprendono una strada, quasi per potersi migliorare a vicenda.
Percorrendo i paesaggi tra Slovenia e Croazia, i due si ritrovano soli, con pochi mezzi e tanti momenti di sfortuna, a collaborare e a crescere insieme fino a far sfociare un forte amore che per tanto tempo nessuno dei due era riuscito ad esprimere.
Un padre e un figlio che si incontrano, scontrano e riconoscono tra loro, ma soprattutto che si rieducano a vicenda, migliorandosi fino a far riscoprire a Willi la propria paternità e a Vincent la vera gioia di sentirsi libero e capito.
In questo film non è importante il punto di partenza o la meta, ma è fondamentale il viaggio.
“Il viaggio, la musica, le strade senza nome dove emozioni e sentimenti trovano lo spazio per volare. Insomma rock and roll!” , ha dichiarato Gabriele Salvatores. “Di nuovo in strada, dove a volte ho bisogno di tornare. Come il Pifferaio Magico o un “fool” shakespeariano, un ragazzo di 16 anni si trascina dietro, per strade deserte, i tre adulti più importanti della sua vita. E li costringe a fare i conti con sé stessi e con l’amore che ognuno di loro è riuscito a conservare dentro di sé. Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità.”

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