Prime dieci pagine
Mariel Giolito

Parasite è un film diretto da Bong Joon-ho: ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes 2019, diventando il primo film sudcoreano ad aggiudicarsi il premio.

In Parasite, Bong comincia da un seminterrato, la casa della famiglia povera dei Kim, e sperimenta le altezze possibili per un essere umano, usando l’architettura come metafora: dalla villa in collina di una famiglia ricca, i Park, per la quale quella povera comincia a lavorare, a un bunker che diventa il motore nascosto dell’azione.

Ki-woo un ragazzo povero ma intelligente trova rapidamente il modo di ingannare una famiglia di ricchi tanto creduloni quanto snob.

Grazie ad una sapiente messa in scena, il giovane Kevin ci mette molto poco a far assumere la sua intera famiglia al servizio presso i Park, spacciando sé stesso per uno studente universitario di inglese, la sorella per una accademica esperta di arte terapia, il padre per un autista di lungo corso di auto di lusso e la madre per una esperta governante referenziata.

Tutti fingono di non conoscersi per poter sostenere la loro professionalità inventata.

Ki-woo entra come insegnante e la padrona di casa filo-americana lo ribattezza subito Kevin. Lui introduce sua sorella Ki-jeong, presentandola come una lontana conoscente con un nome cosmopolita, Jessica, in grado di praticare art therapy sul figlio minore dei Park, un bambino la cui iperattività viene scambiata dalla madre per un disturbo mentale. “Una volta ha visto un fantasma”, racconta lei, magari la art therapy lo aiuterà con la schizofrenia e “a esprimere tutto il suo genio”. Nelle scene di dialogo tra i ricchi e i poveri si coglie tutta la carica satirica del film, soprattutto quando anche padre e madre della famiglia Kim riescono a trovare lavoro presso i Park.

Il nemico invisibile sembra essere la differenza, la forbice che si allarga sempre di più tra i pochi che posseggono la ricchezza e i tanti che ne subiscono l’ingiustizia che deriva dalla mancanza di soldi, sommata alla volontà di alcuni politici di nutrire il volere del popolo per dargli l’illusione di essere sovrano.

A raccontare tutto nel dettaglio sono stati lo stesso regista e il suo scenografo in una lunga intervista rilasciata ad una rivista americana.
Tutti gli spazi della villa, viene spiegato, sono stati disegnati non solo per soddisfare esigenze puramente estetiche e scenografiche, ma anche tecniche e narrative.

Erano necessari infatti, oltre al posizionamento delle finestre per l’uso della luce naturale, anche gli spazi necessari al posizionamento e al movimento della macchina da presa, e gli ambienti dovevano rispecchiare le psicologie dei loro occupanti e le dinamiche che avvengono nel momento in cui, negli spazi dei Park, entrano i Kim.

Una villa lussuosa ma semplice, inaccessibile con vetro, legno e cemento , circondata dal verde che a livello del primo piano diventa l’unica “televisione” della casa, uno sguardo sulla vegetazione a tutta parete: uno schermo rettangolare lungo 8 metri

«Volevo che il living room e la finestra panoramica fossero come gli elementi di uno stesso quadro», racconta Lee.

Più o meno dopo un’ora di film, i Park partono per il campeggio e i Kim si trovano quindi liberi di fare quello che vogliono nella casa: sembrano aver raggiunto il loro obiettivo, ma poi succedono una serie di imprevisti .

Così “Parasite”, confermando la forte differenza tra il cinema a noi più vicino e quello invece più lontano, ci porta in una dimensione storica, etica e morale che non guarda in faccia nessuno e lavora su una violenza sottile ma evidente, segnale di uno smarrimento ideologico profondo.

Ad equilibrare la visione, il regista ha messo in campo uno stile di grande maestria visionaria con momenti onirici tra realtà e finzione.

Mix irresistibile di commedia nera, thriller e spietata satira sociale, tutto incentrato sulla lotta di classe ma declinata in maniera insolita e brillante, attraverso l’incontro tra una famiglia ricca e una povera, il film diretto da coreano Bong Joon-ho riserva di continuo sorprese e colpi di scena.

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