Prime dieci pagine
Emanuela Zoia

Full immersion

Non mi pareva vero. Dalla terrazza della scuola in Upper Georges Street rimiravo, sopra i tetti il cielo d’Irlanda: piccole nuvole bianche in un acceso azzurro.
No, non giovane studentessa italiana in cerca di perfezionare la seconda lingua.
Era il settembre 2017. Avevo 64 anni! Ero lì per otto giorni all’Active Language Learning, nel ridente quartiere portuale di Dun Laoghaire a Dublino per seguire un corso di General English.
Dal 2007 mi incaponivo a studiare per la prima volta seriamente l’inglese. Finalmente mi mettevo alla prova, cercavo di valutare quello che con tanta fatica avevo appreso. L’esperienza è stata splendida: alternare studio e turismo è stato piacevolissimo. Io e Manu alloggiavamo in host families separate, ma non è stato un problema. Io non mi sono sforzata troppo per farmi capire: parlavo pochissimo e sorridevo molto.
Dopo il test per livello di conoscenza, mi sono ritrovata ogni giorno per alcune ore con giovani compagni di classe. È stato divertentissimo. Imparare giocando con ragazze e ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo: Brasile, Spagna, Corea e Oman mi ha fatta sentire giovane e spensierata come loro. I rapporti con i ragazzi sono spontanei e schietti. Che bello! Nessuno conosce la lingua dell’altro. Sei costretto ad esprimerti in inglese. Quella varia gioventù mi ha intenerito e incuriosito molto. C’era chi lavorava già a Dublino, chi stava cercando un impiego e chi sarebbe tornato a casa. Alcuni erano lì da qualche mese, alcuni appena arrivati. -Oh my God!- era l’esclamazione più abusata. Li faceva sentire tanto British!
In 40 minuti un trenino portava me ed Emanuela ogni pomeriggio nella confusione di Dublino centro, alla ricerca di cose da vedere: la cattedrale protestante e gotica di Saint Patric patrono d’Irlanda, il vivacissimo quartiere per giovani di Temple Bar , the Spire in O’Connol Street enorme ago alto 120 m che illumina col suo acciaio lo skiline di Dublino
Ma che meraviglia la vecchia biblioteca del Trinity College. La sala principale è lunga 65 metri e accoglie libri antichissimi fino all’altissimo soffitto, fra cui il prezioso  manoscritto “Libro di Kells” redatto dai monaci irlandesi del IX sec.
Dun Laoghaire è stata una scoperta: quella di Joyce.  Una lunga passeggiata lungo il mare, in una grigia giornata, ci ha portato fino alla Joyce Tower, un piccolo museo dedicato allo scrittore e dove ha pensato le prime pagine dell’Ulisses.
Passando per Sandycove Park, una piatta pietra grigia si affaccia sulla baia a ricordo della stessa descritta in alcuni passi dell’Ulisses: -…….He gazed southward over the bay…….   E ancora, nel sobborgo di Gasthule grandi murali sul lungomare sono dedicati alla descrizione del mare ne “Il ritratto di giovane artista”:
-The first faint noise of gently moving water broke the silence low and faint and whispering ….-
E che dire delle particolari e magnifiche porte colorate delle villette: gialle ,blu ,verdi e rosse ante con lunette sopra e batacchi  particolari. Ogni giorno le osservavo e le ammiravo, attraversando il parco che mi conduceva alla scuola.
Otto giorni sono volati, troppo belli!
Sono ripartita con il mio attestato: Level B 1 Pre-intermediate
Per i miei lettori, ho provato dopo tanti rimandi a prendere in mano e leggere l’Ulisse. Ho resistito cento pagine e poi il “flusso di coscienza” l’ho mandato a farsi benedire!

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