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Mariel Giolito

Sto rileggendo appunti stagionati e, in questo periodo, voglio solo rivedere vecchi film che mi facciano sentire leggera come una nuvola.
Una delle mie tante passioni cinematografiche è Frank Capra.
Capra volle realizzare storie che coinvolgessero ed emozionassero lo spettatore, contrappose alla corruzione del potere politico ed economico la resistenza e la ribellione del singolo, portatore di quei valori tradizionali ritenuti tipici della provincia americana.
Trasformò in eroe delle sue commedie a sfondo sociale l’uomo comune, schivo e fragile (preferibilmente interpretato da James Stewart o Gary Cooper).
Acclamato negli anni trenta e quaranta come il regista hollywoodiano più amato dal pubblico, il cui nome era garanzia di un successo confermato dagli Oscar ottenuti per il miglior film e il miglior regista con “It happened one night”, 1934, Accadde una notte, e “You can’t take it with you”, 1938, L’eterna illusione, e ancora per il miglior regista con Mr. Deeds goes to town, 1936, È arrivata la felicità, oltre a numerose nominations) e dal favore della critica.
In realtà, se nei suoi film i conflitti si ricompongono infine in un trionfo di populismo, risulta innegabile l’affiorare di zone meno indagate di disagio e ambiguità che, in quell’America tanto amata da Capra, sembrano rivelare certi lati più oscuri.
E proprio questa meno analizzata complessità, nonché la fortuna delle sue formule narrative hanno portato a una rinnovata riflessione critica sulla sua opera e alla rinascita dell’interesse nei suoi confronti. Nel 1982
gli viene assegnato il Life Achievement Award dall’American Film Institute.

Frank Capra, Francesco Rosario Capra, nasce il 18 maggio del 1897 , vicino a Palermo, è uno dei grandi registi della Hollywood classica, celebre per i suoi successi nel genere della cosiddetta screwball.
Il primo vero successo di Capra è l’on the road “It happened One Night” Accadde una notte (1934) con Clark Gable e Claudette Colbert. Un film che a causa del suo budget limitato aveva a disposizione, secondo la leggenda, solo due costumi per la prima attrice. Capra riuscì non solo a farne un successo al box office, ma si portò a casa un premio Oscar come miglior regista, insieme ad altre quattro statuette.
L’ hanno dato l’altra sera in televisione e, rivedendolo, mi sono nuovamente divertita.
Nei suoi film trova ampio spazio la raffigurazione della donna indipendente e realista, non di rado inizialmente disincantata e cinica, come in “It’s a wonderful life”La vita è meravigliosa(1946).
Il film è centrato sull’ennesimo eroe del quotidiano. Costruito come un lungo flashback, la storia del protagonista (George Bailey-James Stewart) deciso a togliersi la vita la vigilia di Natale perché ormai sull’orlo del fallimento, viene raccontata in cielo al suo angelo custode Clarence. Pronto a sacrificarsi per tutti, costretto a rimanere per sempre nella sua cittadina, Bedford Falls, pur se desideroso di esplorare il mondo, rinuncia infine al suicidio quando Clarence gli mostra quale sarebbe stato il destino dei suoi concittadini se lui non fosse nato.

Arrivato a 63 anni Capra sente che è giunto il momento del ritiro e saluta il cinema con un remake, commovente e esilarante al tempo stesso: Angeli con la pistola (Pocketful of Miracles) ,un film del 1961.
Durante il proibizionismo, Dave “lo Sciccoso” è a capo di una banda di contrabbandieri di alcolici a New York. Dave è un tipo superstizioso, che ha un debole per le mele “magiche” vendute da Apple Annie, una mendicante alcolizzata, convinto che gli portino fortuna.
Apple Annie con grandi sacrifici ha mantenuto la figlia Louise in un collegio in Spagna dove la ragazza ha conosciuto il figlio del conte Alfonso Romero.
Il conte, il figlio Carlos e anche Louise (che non sa nulla della situazione economico-sociale della madre) stanno per arrivare a New York per conoscere la famiglia.
Dave, che in fondo ha un cuore d’oro, decide di aiutare Annie e con la sua banda organizza i preparativi per trasformare la stracciona in una gran signora.
Bette Davis, una delle più grandi attrici mai apparse sullo schermo, due volte premio Oscar, ritorna al cinema rendendo alla perfezione il tormento interiore della mendicante Annie.

Capra ha attraversato questo mondo vincendo premi Oscar a decine e avendo anche, come obiettivo, che il suo nome nei cartelloni fosse scritto sopra il titolo del film.

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