Prime dieci pagine
Mariel Giolito

Nel romanzo Le tre notti dell’abbondanza di Paola Cereda c’è la Calabria, c’è Fosco, un paese arroccato sul mare e ci sono le persone con le loro abitudini, le loro tradizioni sanguinose, ciascuno corrisponde ai propri ruoli e ai propri cognomi, le regole sono dettate dalla malavita locale e nessuno si sogna di disobbedire.

Ma, a metà degli anni ’80, l ‘ndrangheta incomincia a cambiare, ci sono dei nuovi affari da avviare, i sequestri di persona non bastano più e i vecchi “padrini” devono lasciare il posto a teste diverse con idee e progetti nuovi.

La protagonista, Irene, “dalla testa annuvolata”, ha quindici anni, e di notte si rifugia sui tetti con Rocco, il figlio di uno sparato, per guardare il cielo e le stelle, insieme immaginano un mondo migliore.

Irene che ha “il vizio di disegnare” porta sempre con se un quaderno arancione dove dipinge il suo modo di percepirle la realtà: “…la sua matita le diceva che non era nata da una donna ma dall’incontro tra il mare e il cielo che stanchi di fissarsi a distanza, si erano accordati per vedersi a mezza via”.

La storia è quella degli abitanti di questo paese della Calabria, Rosario, Nuzza, Bruna, gli gnuri del paese e zi Totonnu che decide le sorti degli uomini e delle donne, di chi vive e chi muore.

Ma durante l’annuale pellegrinaggio alla Madonna delicata accade l’inaspettato…

Le tre notti dell’abbondanza, il nuovo romanzo di Paola Cereda, viene così introdotto sulla bellissima copertina di Pierre Mornet, da Alessandro Perissinotto : “Tra la bellezza del mare e la crudeltà della ‘ndrangheta, una storia raccontata con la scrittura dei grandi maestri” e nella sua presentazione al circolo dei lettori di Torino cita tra i probabili maestri della scrittrice, Amado, Marquez, Foster Wallace, Amos Oz… e mi sembra che tali accostamenti siano più che sufficienti per far comprendere la qualità della scrittura dell’autrice.

Per non togliere la gioia della scoperta della storia mi limiterò a citare alcune descrizioni davvero notevoli che Paola Cereda ha dato ai vari personaggi.

Irene Rusto aveva quindici anni e ciglia folte da confondere i pensieri. Era nata a Fosco e lavorava da quando aveva memoria dei propri obblighi… La ragazza aveva il vizio di disegnare e non c’era modo di cavarle la matita di mano. Per forza aveva la testa annuvolata. Ogni suo gesto, ogni pensiero, prendeva la forma di un tratteggio. Irene disegnava la realtà così come se la immaginava… odiava essere chiamata fimmina. Al paese, fimmina voleva dire meno di masculo”

Rocco era più grande di Irene e Angiolino soltanto di pochi mesi. Eppure aveva il portamento di un adulto. Aveva mani grandi e dita leggere, che afferravano con l’idea di accompagnare e mai con quella, prepotente di sottrarre. I capelli scuri si litigavano dentro un cumulo di riccioli.

Angiolino, detto Lino, era il cugino di Irene. Figlio unico di Totonnu, aveva un ruolo che lo investiva di aspettative lontane dal suo essere… Bruna, la madre, per preservarlo lo teneva meglio di un imperatore. Gli puliva la faccia con la saliva e gli leccava i capelli per farli stare in ordine. Lo aveva allevato con latte di asina e il filetto di cavallo…”

…per Angiolino e Rocco… Irene aveva il coraggio di un bandito. Disegnava senza rispetto per le regole e la notte si arrampicava lungo il tubo della grondaia che portava al tetto del magazzino. Si sedeva con la schiena appoggiata all’abbaino e con i due amici chiacchierava del giorno, delle stranezze dei grandi e delle loro incomprensibili espressioni”.

La madre (di Irene) Nuzza aveva una lavanderia U SAPUNI, diceva l’insegna, Sconti speciali il giovedì. La donna lavava, stirava e toglieva i peccati degli altri dalle lenzuola fresche di nozze e dai completi buoni della domenica”

E per restare in un’atmosfera di bottega non posso fare a meno di citare Grisantemo Belletta e le televendite seguitissime dagli abitanti di Fosco trasmesse da tele Novo Sud: ”Grisantemo…vendeva materassi, biciclette, cucine, lenzuola, pentole, pellicce, icone russe, gioielli, diserbanti, vasi cinesi, kit per il taglio e cucito, mobili in falso Luigi XIV e posti auto per l’estate.”

Credo sia quasi impossibile non aver voglia di saperne di più. Buona lettura.  

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